vacca_vitello_podolicaIl nome trae origine da “Podolia”, una regione dell’attuale Crimea da cui pare siano giunti i primi capi con le invasioni degli Unni. Oggi, in Italia, è presente solo nelle regioni meridionali: Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria. E’ una razza molto rustica, si adatta facilmente ai terreni scoscesi e si nutre anche dove altre razze troverebbero difficoltà: macchia mediterranea, cespugli, stoppie, fogliame del sottobosco. Per questo motivo, ciò che contraddistingue l’allevamento podolico rispetto ad altri è sicuramente il fatto che i capi di bestiame sono alimentati al pascolo brado o al semi brado con una gestione alimentare che avviene sia al pascolo che in azienda dove vengono somministrati foraggi che vanno ad integrare l’alimentazione che già l’animale si procura autonomamente.

In passato era impiegata come animale da lavoro e solo secondariamente considerata per le sue produzioni di carne e per il latte. Produce poco latte ma di altissima qualità (circa 15 quintali l’anno), e il caciocavallo ottenuto dalle podoliche è straordinario.

La carne podolica calabrese è ottenuta da bovini maschi e femmine di età variabile dai 12 ai 20 mesi con punte di 8-24 mesi a seconda delle località, delle condizioni di allevamento e delle disponibilità alimentari. Le caratteristiche dei tagli commerciali sono: – tenerezza media; – potere di ritenzione idrica basso; – individualità del muscolo elevata; – colore dal rosso chiaro al rosso vivo. La tipicità del prodotto è determinata in primo luogo dall’appartenenza alla razza autoctona podolica, è strettamente legata al tipo di alimentazione rappresentata da essenze pabulari tipiche delle aree montane e collinari calabresi, che incidono sulle caratteristiche organolettiche e sulla qualità delle parti fibrose e grasse della carne e dai sistemi di allevamento.

L’elevato contenuto di carotene dona al grasso un colore leggermente giallognolo: proprio per questo motivo e per la consistenza delle carni, più tenace (se non sono adeguatamente frollate) rispetto a quelle degli altri bovini alimentati a cereali, non è apprezzata come merita. I suoi ritmi di accrescimento sono inoltre più lenti di quelli riscontrati in altre razze allevate in modo intensivo. Oggi il patrimonio regionale ammonta a circa 24.000 capi di cui 12.000 iscritti al Libro Genealogico della razza.

Veggie burgers
Ranch

hamburger di carota e quinoa, rucola nostrana, pomodoro, crauti, salsa guacamole

Caroline

hamburger di spinaci e seitan, funghi porcini, pomodoro, insalata iceberg, salsa affumicata

Mississipi

hamburger di zucchine e seitan, radicchio, pomodoro, cipolla rossa di Tropea, salsa piccante

Django Burger House

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